Pompeii in Estonia

A new exhibition at the University of Tartu Art Museum, Estonia, opened yesterday. This is the oldest museum in Estonia, and the only one that holds classical antiquities – and its rooms are decorated in Pompeian-style wall-paintings:

Pompeii in Estonia
 T090370 Pompeii in Estonia

The walls of University of Tartu Art Museum were decorated with imitations of the original Pompeian mural paintings. Imitations of Pompeian mural paintings were highly fashionable at that time all over Europe, especially in Germany with whom Tartu was in close contact. The mural paintings in Univeristy of Tartu Art Museum were done by local painter F. Redlin after Johann K. Zahn’s print album. In addition to Zahn’s lithographic prints, the prints from Charles F. Mazois’s album ‘Les ruines de Pompéi’ are displayed at the exhibition, as well as works from the collections of University of Tartu Art Museum and Art Museum of Estonia.

Check out the museum website for more photos of the rooms and their decoration.

 Pompeii in Estonia

 Pompeii in Estonia

Newspaper article about restoration of the Large Theatre

Check out yesterday’s Corriere della Sera for criticisms of construction work going on in the Large Theatre and Theatre Portico at Pompeii. In particular watch the video that accompanies the article. I’ll be interested to hear whether this is an accurate representation of what is going on from those of you who are in Pompeii at the moment. I find myself increasingly suspicious of the Italian press (!) because they have such an axe to grind about what has been happening at Pompeii since Guzzo left. It’s hard to know what the truth really is …

 Newspaper article about restoration of the Large Theatre

 Newspaper article about restoration of the Large Theatre

Napoli. Evento per presentare i cantieri dell’Università Suor Orsola Benincasa

News from ArcheoRivista (Martina Calogero) about a conference held last Thursday at one of the Naples universities to present to the public information about all the excavations in Campania that the university in involved in. Nice idea, I think! And they eventually plan to allow the public to visit the different excavations.
L’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli ha ospitato alle ore 11 di giovedì 20 maggio 2010 la presentazione di “Porte Aperte nei cantieri archeologici di Ateneo”, un progetto ideato e promosso dalla Facoltà di Lettere dell’Università Suor Orsola Benincasa con la collaborazione del Servizio di Orientamento e Tutorato di Ateneo.
Attraverso l’incontro è stata presentata al pubblico di esperti e di appassionati la “Guida ai Cantieri Archeologici di Ateneo” che illustra i lavori di scavo svolti da diversi anni in numerosissimi siti archeologici della Campania dall’Università Suor Orsola Benincasa. Tra questi risalta il cantiere di Pollena Trocchia, sito in zona Masseria De Carolis, che impegna ogni anno decine di studenti ed esperti italiani ed esteri: una ricchezza rinata grazie agli scavi che nel corso del tempo hanno portato alla luce una struttura simile a una villa e a un complesso termale, che potrebbe riservare nuove sorprese per il futuro. La costruzione è databile all’incirca al secondo secolo dopo Cristo, ma alcuni frammenti testimoniano la presenza di un centro abitativo precedente.
Le altre aree archeologiche sulle quali opera il Suor Orsola sono il Ponte della Lavandaia a Montella (AV), il cantiere di Pompei (NA), quello del Convento di San Francesco a Folloni in Montella (AV), quello di Somma Vesuviana (NA) e quello di Rupe Canina a Sant’Angelo di Alife (CE). Ma anche in aree archeologiche dislocate sul territorio nazionale ed internazionale, presso le quali l’istituto è stato convocato dalle amministrazioni locali per via delle competenze scientifiche nel settore acquisite negli anni, come il cantiere della Collegiata di Santa Maria Assunta a Otricoli (TR), quello di Mursia a Pantelleria (TP) e quello di Monastiraki sull’isola di Creta. Esemplare delle attività dell’Università nel settore dell’archeologia subacquea è, invece, il cantiere di Procida – Vivara, che fa parte dei cantieri inclusi nel progetto “Porte Aperte”.
Nell’ambito del nuovo ordinamento universitario recentemente entrato in vigore per dare alle strutture formative un’organizzazione più adeguata alle esigenze occupazionali e maggiormente rispondente ai veloci sviluppi che hanno interessato la ricerca scientifica degli ultimi anni, è stato oggetto di una profonda revisione anche il settore delle scienze dell’antichità, e in particolar modo quello dell’archeologia. A questo proposito, come ha affermato Massimiliano Marazzi, coordinatore del settore archeologico del Corso di laurea in Conservazione dei Beni Culturali, l’Università ha puntato fortemente sul rafforzamento delle attività di laboratorio e di quelle didattiche sul campo.
La vera novità di questa iniziativa è che da quest’estate tutti i cantieri archeologici sopraccitati non saranno accessibili solo agli studenti dell’Università, ma anche a quelli delle altre università campane che seguono corsi di studio inerenti alla ricerca archeologica. Inoltre, seguendo i tempi e le modalità indicate nella guida realizzata per ciascun cantiere e scaricabile sul sito web del Suor Orsola, anche i cittadini potranno richiedere di visitare gratuitamente i cantieri.
 Napoli. Evento per presentare i cantieri dell’Università Suor Orsola Benincasa

 Napoli. Evento per presentare i cantieri dell’Università Suor Orsola Benincasa

Friendly Pompei, scavi più facili per tutti

Lots of reports this morning about the measures taken at Pompeii (and inaugurated yesterday) to make the site more ‘friendly’ for the disabled, elderly and young. The following is from StabiaChannel (follow the link for photos of the new disabled ramps!):
Per la prima volta gli scavi di Pompei si dotano di un percorso facilitato, pensato per le esigenze dei visitatori con ridotte capacità motorie come genitori con bambini piccoli e con passeggini, anziani, diversamente abili. L’iniziativa, al via da domenica 23 maggio 2010 (apertura del percorso ore 12) fa parte del programma PompeiViva, realizzato dal Commissario delegato per l’emergenza dell’area archeologica di Napoli e Pompei, Marcello Fiori.
“I marciapiedi e le strade dell’antica città possono essere un ostacolo al piacere della scoperta di Pompei. Da oggi, rampe e appositi raccordi renderanno più agevole il cammino dei visitatori – spiega Marcello Fiori -diventano facilmente accessibili luoghi simbolo come la Necropoli di Porta Nocera o l’Orto dei Fuggiaschi e alcune delle domus più importanti. Friendly Pompei è un modo facile e agevole di visitare una delle aree archeologiche più importanti al mondo, il nostro impegno sarà di ampliare il percorso ad altre aree entro l’anno”.
Il percorso, di circa tre ore, parte da Piazza Anfiteatro ed è dotato di una apposita segnaletica: si potrà ammirare una delle Necropoli della città antica, i calchi dell’Orto dei Fuggiaschi, le aree coltivate a vigneto, domus famose come la Domus del Menandro e quelle di Casca Longus e dei Quattro Stili, aperte al pubblico dopo diversi anni di chiusura.
IL PERCORSO IN DETTAGLIO
Si parte dal Piazza Anfiteatro,  si ammira la Necropoli di Porta Nocera sulle cui tombe le iscrizioni funerarie raccontano le storie delle ricche famiglie di nobili e liberti. Si giunge all’Orto dei Fuggiaschi, l’antico vigneto di forma rettangolare  che prende nome dai tredici corpi i cui calchi sono visibili, protetti da una teca. A seguire si visita il Vigneto della Domus della Nave Europa, un’area di 1500 metri quadri, ricoltivata com’era all’epoca dell’eruzione con le piante collocate accanto ai calchi originali delle 416 antiche radici.
Il percorso prosegue alla Domus della Nave Europa, nome derivante dal graffito presente sulla parete a sinistra nel porticato,  e poi verso la  Caupona di Euxinus (osteria) il cui nome deriva da un manifesto elettorale in cui l’oste Euxinus sosteneva l’elezione di Postumius e di Cerriniusalla carica di edili. Si giunge alla meravigliosa Domus del Menandro. Questa casa con una superficie di quasi 1.800 mq è una delle più grandi di Pompei con raffinati apparati decorativi. Il nome deriva dalla raffigurazione, nel peristilio, del commediografo greco Menandro. Caratteristica di questa casa, è la presenza della zona termale, suddivisa in spogliatoio ecaldarium, con raffinati pavimenti in mosaico, molto ben conservati, raffiguranti scene di ambientazione marina.
Nuova tappa alla Domus dei Quattro Stili, che prende il nome dalla dai quattro stili pittorici che caratterizzano gli ambienti, unico esempio del genere a Pompei.  Tra i siti recentemente restaurati inserito nel percorso facilitato anche il Thermopolium di Lucius Vetutius Placidus per la prima volta interamente accessibile al pubblico. La caratteristica di questo famoso termopolio è l’esistenza di due zone, una pubblica, destinata ai clienti ed una privata destinata, invece, all’uso della famiglia del proprietario. Nella zona privata è possibile ammirare il giardino con triclinio estivo coperto da un pergolato. Facilmente raggiungibile per tutti è anche  la  Domus di Giulio Polibio, dove oggi attraverso un’installazione tecnologica, è stata ricostruita virtualmente la sua figura che “accoglierà” i visitatori. All’interno della domus sono stati inoltre ricostruiti in legno alcuni arredi della casa, quali armadi, tavoli e letti tricliniari.  La Domus di Giulio Polibio sarà prossimamente visitabile su prenotazione.
 Friendly Pompei, scavi più facili per tutti

 Friendly Pompei, scavi più facili per tutti

Book: Pompeii’s Living Statues. Ancient Roman Lives Stolen from Death

Dwyer+200+dpi Book: Pompeiis Living Statues. Ancient Roman Lives Stolen from Death

My congratulations to Eugene Dwyer on the publication of his new book ‘Pompeii’s Living Statues. Ancient Roman Lives Stolen from Death’!

I was fortunate enough to have the opportunity to read this book a couple of months ago, and I liked it so much that I want to write a few lines about it.

When Fiorelli made his first plastercast of the body of a victim of AD 79 there were journalists present. This is perhaps a side of Fiorelli that many of us have failed to see before. ‘Pompeii’s Living Statues’ describes how good he was at finding an audience for Pompeii, how he encouraged foreign scholars, artists and commercial photographers, and his exploitation of ‘prestige’ finds. He even had copies of casts made as gifts for Kaiser Wilhelm II.

However dramatic and evocative the creation of these casts, they were never sent to the Naples Museum because they were not works of art. They were housed on site, and presented to the public as a collection. The tradition of collecting is an important theme in Dwyer’s study. Until the unification of Italy, the main purpose of the excavation of Pompeii had been to provide artefacts for collections, and this explains why the plastercasts were displayed according to technical skill/appearance rather than archaeological context. But they also provided a means for viewers to finally see (rather than imagine, on the basis of written descriptions and artistic renditions) the suffering of those who died in the eruption of Vesuvius in AD 79. They represented the advent of new scientific methods and symbolised a new purpose to archaeology.

Dwyer’s study explains how Fiorelli’s exploitation of the plastercasts of human bodies came to embody the new historical consciousness that came to the fore at the unification of Italy in 1860. From this time there was a revolution in the understanding of volcanology, the attitude of the State towards archaeology, and in the administration of Pompeii as an archaeological site. The plastercasts were iconic symbols of these changes. They are the focus of Dwyer’s book, but through their study he manages to illustrate in the clearest manner possible how attitudes changed and developed over the entire history of the excavations of Pompeii (up to 1900).

‘Pompeii’s Living Statues’ is a great book. There is such a wealth of detail that I can only imagine that it took years to put it together. I learned an enormous amount, and I think that everyone who is interested in Pompeii should read it!

[The Amazon page claims that the book has not yet been released, but this is wrong and they are sending out the orders!]

 Book: Pompeiis Living Statues. Ancient Roman Lives Stolen from Death

 Book: Pompeiis Living Statues. Ancient Roman Lives Stolen from Death

Conference: Vesuvio: Il Grand Tour dell’Accademia Ercolanese, dal passato al futuro

Convegno Internazionale: 
Vesuvio:“Il Grand Tour dell’Accademia Ercolanese, dal passato al futuro”
Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Reggia di Portici, 21 e 22 maggio 2010 
Aula Cinese – 21 maggio 2010

Articolazione dell’Iniziativa
Ore 9,00 – 13,30

Saluti:
Guido Trombetti, Rettore dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Paolo Masi, Preside della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”
Claudio Claudi de Saint Mihiel, Preside della Facoltà di Architettura dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Introduce e modera: Aniello De Rosa, Presidente dell’Accademia Ercolanese


Relatori:
Gennaro Ferrara, Università degli Studi di Napoli “Parthenope”
“Turismo culturale e sviluppo dell’area metropolitana napoletana attraverso le vie del mare”
Giuseppe Luongo, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
“Riduzione del rischio per uno sviluppo compatibile dell’area vesuviana”
Leonardo di Mauro, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
“I viaggiatori e le nalità del Gran Tour”

Break 11.00-11.20

Rosaria Ciardiello, Università del “Suor Orsola Benincasa” Napoli 
“Le antichità di Ercolano e la scoperta della Villa di Cicerone a Pompei”
Kyoko Sengoku-Haga, Università del Tohoku
“Le Peplophoroi dalla Villa dei Papiri e la misurazione tridimensionale”
Klaus Kempf, Direttore della Biblioteca Statale di Monaco 
“Il Gran Tour virtuale. La strategia di digitalizzazione del patrimonio librario alla Bayerischen Staatsbibliothek”
Alessandro Santini, Università degli Studi di Napoli “Federico II” 
“Sviluppo territoriale vesuviano e protezione idrogeologica”
Emma Buondonno, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
“Innovazione e tradizione: il lungo soggiorno per il Gran Tour contemporaneo. I sistemi turistici locali della Regione Campania”

Conclusioni:
Paolo Masi, Preside della Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Napoli “Federico II”

Colazione di lavoro

Pomeriggio 15,00 – 19,30:
Mario Pagano, Dirigente Archeologo Ministero dei Beni Culturali 
“Il Gran Tour a Ercolano fra passato e presente”
Antonio De Simone, Università del “Suor Orsola Benincasa” Napoli 
“L’archeologia e il Vesuvio: il futuro della ricerca”
Elvira Chiosi, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
“L’attività dell’ Accademia Ercolanese”
Francesco Balletta, Università degli Studi di Napoli “Federico II” 
“Artigianato in Campania”

Break 16,20-16,40

Fabio Mangone, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
“Ercolano, Pompei gli sviluppi del neoclassicismo e i percorsi dell’arte ottocentesca”
Andrea Maglio, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
“Gli architetti tedeschi a Ercolano e Pompei in epoca neoclassica”
Rita Coppola, Università degli Studi di Napoli “Federico II”
“Il turismo ad Ercolano e Pompei”
Caterina Ascione
“Coralli e Cammei: souvenir preziosi del Grand Tour”
Paola Avallone, ISSM-CNR
“Viaggiatori per “diporto” nella Napoli di antico regime”
Raffaella Salvemini, ISSM-CNR
“La via di mare. Controlli a forestieri e viaggiatori nella Napoli di antico regime”

Anyone who wants the full PDF programme should email me!

 Conference: Vesuvio: Il Grand Tour dellAccademia Ercolanese, dal passato al futuro

 Conference: Vesuvio: Il Grand Tour dellAccademia Ercolanese, dal passato al futuro

Book: I Mangiafoglie

From L’Erma di Bretschneider:
00012506 Book: I Mangiafoglie

Annamaria Ciarallo, I Mangiafoglie. La biodiversita' campane nelle fonti letterarie ed iconografiche.
Anno di pubblicazione: 2010
ISBN: 978-88-8265-549-5
Rilegatura: brossura
N. di pagine: 96 pp., Ill. B/N, Ill. Col.
Formato: 16 x 22 cm
Prezzo: € 15,00
Codice: 00012506
INDICE / INDEX Presentazione di M. Fiori; Premessa; Le fonti; I luoghi, i tempi, le varietà, il dialetto; Gli ortaggi; I frutti; I vini; Conclusioni; Bibliografia ragionata; Tavola varietale sinottica.
By the same author:
Archeologia e natura nella baia di Napoli.
Ciarallo Annamaria
Edizioni: L'ERMA di BRETSCHNEIDER
ISBN: 978-88-8265-548-8
Anno di Edizione: 2009
Prezzo: € 10,00

Elementi vegetali nell'iconografia pompeiana.
Ciarallo Annamaria
Edizioni: L'ERMA di BRETSCHNEIDER
ISBN: 88-8265-348-X
Anno di Edizione: 2006
Prezzo: € 30,00

Flora pompeiana.
Ciarallo Annamaria
Collana: Studia Archaeologica, 134
Edizioni: L'ERMA di BRETSCHNEIDER
ISBN: 88-8265-299-8
Anno di Edizione: 2004
Prezzo: € 150,00

Gardens of Pompeii.
Ciarallo Annamaria
Collana: Pompeii - Thematic Guides, 1
Edizioni: L'ERMA di BRETSCHNEIDER
ISBN: 88-8265-156-8
Anno di Edizione: 2000
Prezzo: € 30,00

Verde Pompeiano.
Ciarallo Annamaria
Collana: Pompei - Guide Tematiche., 1
Edizioni: L'ERMA di BRETSCHNEIDER
ISBN: 88-8265-056-1
Anno di Edizione: 2000
Prezzo: € 30,00
 Book: I Mangiafoglie

 Book: I Mangiafoglie

La rinascita di Pompei con il mix pubblico-privato

More information from TerraNews.it about plans to establish a public/private foundation at Pompeii:


Il Ministero dei beni culturali lavora alla costruzione di una “fondazione” per gestire al meglio e senza sprechi uno dei patrimoni archeologici più importanti e più noti internazionalmente. Intanto, ad accogliere i visitatori – piccolo miracolo della tecnologia – c’é proprio lui, il liberto diventato ricchissimo: Giulio Polibio. Il suo oleogramma appare come d’incanto nell’atrio e racconta le vicende sue e dei suoi familiari.

Una Fondazione per Pompei. È questa l’idea che sta prendendo pian piano forma sull’esempio del Museo Egizio di Torino presieduto da Alain Elkann. Una fondazione che coinvolgerebbe i privati insieme agli enti locali per la gestione e la valorizzazione di uno dei più prestigiosi siti archeologici del Mediterraneo. Sandro Bondi, ministro dei Beni culturali, ha approfittato della presentazione, proprio nell’area archeologica campana, della Settimana della Cultura per ufficializzare un progetto al quale in realtà il suo Ministero lavora da tempo. Il modello a cui si guarda di più è proprio quello del Museo Egizio di Torino.

Pompei ha una risonanza mondiale e probabilmente non sarà difficile trovare qualcuno che voglia finanziare una fondazione. Il chi e il come è però ancora tutto da stabilire. Intanto, proprio per avere il tempo di studiare la questione, si chiederà al commissario straordinario Marcello Fiori, in scadenza a giugno 2010, di rimanere ancora nel suo incarico per sei mesi o forse per un anno.

Due anni di buona gestione hanno consentito di investire 109 milioni, di progettare e realizzare nuovi restauri, di riaprire al pubblico tanti ambienti che erano stati trascurati. Inoltre ci sono nuovi progetti informativi per le famiglie, laboratori per i bambini, un sistema di illuminazione notturno. Ma non solo: quest’estate verrà aperto il Teatro Grande, con spettacoli tutte le sere. Presto la Casina delle Aquile diventerà un “archeo-restaurant”, con tanto di vendita di prodotti tipici. Si inizia a perseguire la filosofia del marketing culturale che, se pensato bene, è sicuramente una risorsa per i beni culturali italiani.

Anche l’Antiquarium, a lungo abbandonato, diventerà un centro di orientamento. Senza contare che fra ledomus si è trovato il modo di piantare anche la vite, con un vino rosso prodotto da Mastroberardino, che farà da ambasciatore di Pompei nel mondo. I visitatori sembrano aver già apprezzato questa novità. Senza perdersi l’emozione di una esperienza multimediale nella vicina, strepitosa, Domus di Giulio Polibio. Ad accogliere il visitatore, piccolo miracolo della tecnologia, c’é proprio lui, il liberto diventato ricchissimo: Giulio Polibio. Il suo oleogramma appare come d’incanto nell’atrio e racconta le vicende sue e dei suoi familiari, come sono vissuti e come sono morti in quelle stanze riccamente decorate, dove gli archeologi, grazie ai calchi di gesso, hanno potuto ricostruire tutto, dai mobili alle tende, il vasellame, i giochi, persino il giardino. Con tutti i suoi frutti, i fiori, gli odori. E, incredibile, persino i rumori.

Sarebbe davvero straordinario il fatto che Pompei, uno dei siti archeologici più importanti del mondo, passi a una forma di governance con partecipazione di privati ed enti locali. Simile alla Fondazione Museo Egizio di Torino, un equilibrato esempio di mix pubblico-privato che nella gestione dei beni museali può essere la via giusta per mettere a frutto l’inestimabile patrimonio culturale italiano.  

By Maria Luna Moltedo
 La rinascita di Pompei con il mix pubblico privato

 La rinascita di Pompei con il mix pubblico privato

Exhibition: Napoli La Citta’ e il Mare

A new exhibition in Naples is opening soon, focusing on the recent finds made in Piazza Bovio during excavations for the Metropolitana line.

citt+e+mare+per+invito+web Exhibition: Napoli La Citta e il Mare

Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Regione Campania
Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei
 Napoli, la città e il mare
Piazza Bovio: tra Romani e Bizantini
Museo Archeologico Nazionale di Napoli
 22 maggio – 20 settembre 2010
Dal 22 maggio 2010 l’atrio del Museo Archeologico Nazionale di Napoli ospita una nuova esposizione, promossa dalla Soprintendenza Speciale per i Beni Archeologici di Napoli e Pompei in collaborazione con la Regione Campania. La mostra prende avvio dalle recenti scoperte archeologiche effettuate in occasione dei lavori di scavo condotti ad opera del Comune di Napoli e della società Metropolitana, per la realizzazione delle stazioni della Linea 1 della Metropolitana di Napoli.
Gli eccezionali ritrovamenti illustrano al grande pubblico un capitolo tra i meno noti della storia della città: la fase della Napoli bizantina, caratterizzata da un considerevole processo di trasformazione urbanistica del fronte a mare.
L’esposizione presenta due nuclei di reperti architettonici marmorei, rinvenuti a distanza di poco più di cento anni uno dall’altro, a Napoli nell’area del Rettifilo: uno durante gli scavi per la realizzazione della Stazione Università in piazza G. Bovio (primo decennio del 2000), l’altro nel fondaco Marramarra in via Benvenuto Cellini (fine dell’800) nel corso delle opere di ristrutturazione dei quartieri bassi della città.
Ai resti della fortificazione cittadina di età bizantina rinvenuti a Piazza Bovio appartiene una torre, il cui scavo ha rivelato il reimpiego di marmi antichi nei paramenti e nel nucleo interno. Tali elementi architettonici, di eccezionale interesse storico e artistico, erano pertinenti ad un arco onorario dell’epoca degli imperatori Severi, spogliato tra il VI e il VII sec. d.C. per recuperare pietra di buona qualità. L’arco doveva essere ubicato poco lontano dal luogo di rinvenimento, sul litorale antistante l’insenatura portuale antica.
La mostra presenta, al centro dell’atrio del Museo, la ricostruzione del frammento di torre rinvenuto nello scavo per restituire il contesto di ritrovamento e le tracce materiali da esso emerse.
Dalla grande ricostruzione della torre si irraggiano le storie e le sintesi interpretative dei contesti indagati e dei singoli reperti, il cui recente restauro è stato finanziato dal Comune di Napoli.
Ben diverse le modalità del recupero delle decorazioni architettoniche, rinvenute nel 1883 nel cd. fondaco Marramarra, non lungi da piazza Bovio, a valle del Rettifilo, anch’esse riutilizzate nella fondazione di un edificio più recente. Tali materiali appartengono a diversi edifici di età imperiale, tra cui probabilmente un arco di età domizianea.
Completa l’esposizione un video che racconta l’evento archeologico, dal ritrovamento nell’area della  fortificazione con la torre, al recupero dei marmi, fino al loro restauro. Una sorta di storyboard che ripercorre le tappe più importanti delle ricerche e inquadra lo scavo di piazza Bovio nel più ampio progetto di archeologia urbana dei cantieri delle stazioni della nuova Metropolitana di Napoli.
INFORMAZIONI 
Sede Museo Archeologico Nazionale di Napoli
Periodo dal 22 maggio al 20 settembre 2010
Orari dalle 9 alle 19.30; Chiuso martedì
Tariffe 10 euro intero – 6,75 euro ridotto, comprensivo dell’ingresso al Museo; il Museo è inserito nel circuito Campania Artecard
Prenotazione obbligatoria per gruppi, scuole e visite didattiche, tel. 848800288
Sito internet www.campaniartecard.it; www.electaweb.com
Catalogo Electa
Ufficio stampa, Electa, Enrica Steffenini tel. +39 02 21563433 – elestamp@mondadori.it; Carolina Perreca tel. +39 081 4297435 – comunicazione.napoli.electa@mondadori.itwww.electaweb.it
 Exhibition: Napoli La Citta e il Mare

 Exhibition: Napoli La Citta e il Mare